La sindrome gastro cardiaca, chiamata in medicina anche Sindrome di Roemheld, è una patologia molto diffusa che, purtroppo, non tutti conoscono e sanno riconoscere, neanche i medici che sono chiamati a curarla poiché può essere scatenata da moltissimi fattori. In effetti si tratta di una patologia molto complessa che spesso ha sintomi inusuali e che coinvolge in particolare due organi che difficilmente si crede possano interagire fra di loro : cuore e stomaco/intestino.
Di seguito, allora, tutte le informazioni utili circa la sindrome di Roemheld che possono aiutare chi reputa di soffrirne ma non la conosce nello specifico. Sarà, inoltre, fornita una serie esplicativa dei sintomi che questa malattia fa accusare al corpo umano oltre che una serie di consigli e indicazioni circa le cure e gli integratori da prendere per lenire e problematiche indotte da quest’ultima, oltre che una rapida presentazione della patologia.
Non è pericolosa ma può portare a stati acuti di stress
Importante sottolineare che questa sindrome non è pericolosa anche se le sue manifestazioni/sintomi la fanno apparire maligna, sicuramente se non trattata può far insorgere stati di stress che a loro volta possono far scatenare altre problematiche aggiuntive.
Sentire il cuore saltare dei battiti, avere tachicardia, mancanza di respiro, dolori addominali e al petto porta molte persone a “pensare al peggio”, si rischia di diventare ipocondriaci e finire nel baratro dell’ansia e degli attacchi di panico.
Naturalmente lo stress e l’ansia sono molto più pericolosi per il nostra salute ed equilibrio fisico/mentale, per tanto è importante affrontare questa problematica nel migliore dei modi al fine di migliorare le nostre aspettative di vita.
I motivi della presenza della sindrome Roemheld?
I motivi di tali manifestazioni possono essere diversi, per comprendere le cure è importante specificare i motivi per i quali avviene tale patologia.
➡️ La SIBO : ( sovra-crescita batterica intestinale) identifica una condizione fisiopatologica caratterizzata da aumento della concentrazione batterica nell’intestino tenue, questo problema crea aria (o meglio idrogeno e/o metano) che a sua volta crea i sintomi che conosciamo. Per curare la Sibo è necessaria alimentazione personalizzata (solitamente low carb) e l’utilizzo di specifici integratori, spesso i medici indicano l’utilizzo di specifici antibiotici, ma come abbiamo spesso indicato gli antibiotici non sempre sono la soluzione e a volte creano ulteriori squilibri al microbiota. Come si diagnostica la SIBO? Tramite il breath test al lattulosio, un esame del respiro (della durata di circa 3-4 ore) che si può effettuare oramai in moltissimi laboratori.
➡️ Disbiosi: oramai sono centinaia gli studi sul microbiota e la sua cruciale importanza in migliaia di processi biochimici del corpo e psiche umana. Un microbiota sano (stato di eubiosi) è costituito da un equilibrio tra tutti i ceppi batterici del nostro intestino (sia i ceppi benefici che quelli meno benefici). Come si crea una disbiosi? La disbiosi può crearsi per svariati motivi ma i 3 principali sono:
- Un alimentazione scorretta protratta nel tempo, alimenti spazzatura, troppi zuccheri (che alimentano batteri gram negativi), cibarsi si alimenti ai quali si è intolleranti. Tutto ciò può portare alla manifestazione del seguente punto: la disbiosi.Come si cura? Dieta ad eliminazione, alimentazione low carb.
- Infezioni batteriche che hanno fatto proliferare ceppi gram-negativi. Vi è la possibilità di venire a contatto con una moltitudine di batteri gram negativi, spesso una flora batterica sana riesce a modularli (tenerli a bada) mantenendo la eubiosi, ma a volte questi batteri proliferano nel tempo creando una disbiosi (disequilibrio tra batteri gram positiv e gram negativi).Come si fa una diagnosi di Disbiosi? Esistono dei test sul microbiota tramite feci molto accurate che possono indicare precisamente lo stato della propria flora batterica, la presenta di batteri patogeni, di candida intestinale, di parassiti, ecc..Come si cura la disbiosi? Tramite il test sul microbiota è possibile comprendere lo stato della propria flora batterica ed intervenire in modo più preciso. Durante il test il laboratorio effettua “l’antibiogramma” (un esame microbiologico utilizzato per saggiare la sensibilità di un microrganismo a uno o più farmaci antimicrobici); viene definita in questo modo la cura più idonea, un nutrizionista funzionale come gli esperti presenti in Rialimenta può indicarti olii essenziali specifici per debellare la flora batterica patogena ed altri integratori per ripristinare la flora batterica non patogena.
➡️Lo STRESS, forse uno dei fattori più importanti. Moltissimi studi scientifici indicano come stati di stress modificano il microbiota, ed una flora batterica di batteri “buoni” non in “forze”, non riesce a combattere e a riportare eubiosi. Lo stress riduce la capacità di produzione di Seretonina (ormone prodotto al 80% dello stomaco). Lo stress può anche portare ad aerofagia (un disturbo dell’apparato digerente caratterizzato dalla tendenza ad ingoiare aria, che raggiunge così lo stomaco anziché i polmoni).
Come si migliora lo stress? Lo stress migliora con specifica attività fisica, tecniche psico/fisiche (Yoga, Yoga della risata, ecc..) integratori per il miglioramento ormonale di serotonina, dopamina, ed altre metodiche come quelle presenti nel percorso completo di recupero psico/fisico di rialimenta.
La sindrome gastro cardiaca: cos’è e qual è la sua patogenesi

La distanza fra cuore e stomaco è solamente apparente perché all’interno dei processi che regolano le funzioni dell’organismo, in realtà, sono due organi interconnessi. In particolare, questi sono separati da una sottile membrana chiamata diaframma che permette loro di influire l’uno sull’altro se non stanno bene oppure sono vittima di qualche processo infiammatorio.
É da questa considerazione che ha inizio la sindrome gastro cardiaca, che si caratterizza per il fatto che il soggetto che la accusa soffre di alcuni problemi cardiaci derivanti dal fatto che lo stomaco aumenta le proprie dimensioni in maniera inaspettata per via della presenza di aria nelle viscere. Il diaframma a sua volta può comportare una serie di sintomi debilitanti, come la pressione sottocostale e la mancanza di respiro
La diagnosi precoce nella malattia gastro cardiaca è molto importante perché, in primis, permette di escludere alcune patologie ben più gravi che possono allarmare la persona che ne soffre – ad esempio malattie serie di carattere vascolare – e in secondo luogo permette una cura che tenda a risolvere questa patologia al fine di permettere al malato di tornare a vivere serenamente eliminando alla radice i sintomi della manifestazione.
Sindrome gastro cardiaca (o sindrome di Roemheld) i sintomi
La sintomatologia della sindrome gastro cardiaco è parecchio infida, perché provoca nei pazienti che ne soffrono scompensi e sofferenze molto simili a quelli di patologie cardiache ben più gravi e potenzialmente letali. Non è un caso che chi ne soffre, infatti, crede di avere un infarto in corso e per questo si reca di corsa al pronto soccorso, prenotando in seguito una visita cardiologica.
Per alcune persone il dolore al petto indotto dalla sindrome gastro cardiaca è parecchio intenso e acuto. Può risolversi nel giro di qualche minuto o durare per alcune ore, arrecando grave preoccupazione, i dolori al petto ed intercostali possono manifestarsi per la presenza di aria nello stomaco che a sua volta comprime le zone circostanti creando scompensi muscolari, da qui nascono i dolori.
Altri sintomi della sindrome di Roemheld sono i seguenti:

- Stimolazione del nervo vago come abbiamo visto l’aumento del volume occupato dallo stomaco nell’addome determina movimenti verso l’alto del diaframma che, a sua volta, solleva il cuore. Questi squilibri attivano i riflessi gastro-cardiaci, del tutto involontari, che inviano impulsi al nervo vago, il nervo vago non in “equilibrio” crea una moltitudine di sintomi. Molti sintomi qui elencati possono dipendere sia dalla stimolazione del nervo vago sia dal problema meccanico che crea l’aria nello stomaco, come il semi-blocco del diaframma.
- Gonfiore su pancia e stomaco, molto spesso si avverte un peso sullo stomaco, sotto le costole o in tutta la zona addominale, questo può irradiarsi in tutta la zona frontale fino al petto.
- Palpitazioni e tachicardia con accentuata sudorazione durante la fase acuta, l’aria presente nello stomaco comprime il diaframma che essendo a pochi mm di distanza dal cuore viene sfiorato, questo sfioramento causa manifestazioni cardiache.
- Mancanza di respiro, il non riuscire a prendere completamente fiato. Ci sono persone che hanno accusato sintomi veramente debilitanti di dispnea, ma ai test della respirazione non avevano nessun problema. I motivi possono essere sia la stimolazione del nervo vago che crea disfunzione nel funzionamento del diaframma, sia nel semi-blocco o mal posizionamento del diaframma stesso (che è il primo fondamentale muscolo respiratorio). Si la mancanza di respiro deriva principalmente dal “mal funzionamento del diaframma” e dalla bolla d’aria che comprime le zone circostanti e crea meno spazio agli organi respiratori.
- Reflusso, non è raro che chi soffra di questa malattia possa soffrire anche reflusso, l’aria spinge l’acido verso l’alto e apre il sfintere gastroesofageo (la valvola che ha il compito di bloccare la risalita del cibo), inoltre la presenza di un diaframma debole e mal posizionato accentua la debolezza dello sfintere, spesso esercizi diaframmatici possono aiutare la problematica del reflusso.
- Ansia e attacchi di panico, tutte le precedenti manifestazioni creano paura che a sua volta genera ansia e panico, a questo livello possono comparire una infinità di sintomi.
In ogni caso, quando si manifesta uno di questi sintomi anche senza il dolore al petto è sempre bene sottoporsi a una visita cardiologica che comprenda degli esami obiettivi specifici. Naturalmente, lo scopo è quello di escludere malattie cardiache ben più gravi in modo da tranquillizzare il paziente e al contempo favorire la diagnosi del medico, che in questo modo potrà concentrarsi su altri aspetti della sintomatologia.
Come avere sollievo per la sindrome di Roemheld
Una volta diagnostica la sindrome di Roemheld ed escluse, di seguito le patologie più gravi, i motivi del suo manifestarsi e le eventuali cure ( li abbiamo visionati nella parte iniziale dell’articolo) ora vediamo come gestire i sintomi. Siccome per ottenere una guarigione totale può servire del tempo possiamo indicare alcuni consigli generali per tamponare i sintomi.
Ecco di seguito alcuni consigli utili per ridurre i sintomi della malattia:
- consumare pasti leggeri e pietanze poco elaborate;
- evitare cibi eccessivamente zuccherati, lo zucchero è la principale fonte di nutrizione per i batteri
- evitare bevande gassate zuccherate e fritture, al contrario acqua gassata in alcuni individui può portare beneficio poiché aiuta nell’eruttazione di aria.
- non eccedere con il consumo dei carboidrati che a loro volta si trasformano in zuccheri
- bere dall’acqua bollente (non troppo) a piccoli sorsi, aiuterà la fuoriuscita dell’aria;
- non esagerare a tavola, meglio fare 4-5 spuntini al giorno che una cena a un pranzo pesante;
- individuare i cibi che creano fermentazione, questa è una indicazione personale, ovvero ogni individuo può avere dei cibi che non riesce a digerire al meglio, per questo è utile fare una dieta ad eliminazione.
- Non indossare indumenti troppo stretti, specie a tavola.
- Moderare l’uso di bevande che contengono caffeina (come cioccolata, caffè, tè).
- Fare una passeggiata dopo i pasti ed evitare di “sdraiarsi” immediatamente.
- Mangiare lentamente e masticando a lungo per evitare di inghiottire aria che va a distendere lo stomaco. Bisogna anche ricordarsi che la prima digestione avviene in bocca, per cui mangiare in fretta senza masticare bene il cibo comporta un lavoro gastrico più lungo.
Integratori da assumere per contrastare la sindrome di Roemheld
Questi integratori spesso servono per alleviare i sintomi, non sono risolutivi al 100%, per una risoluzione totale la problematica è da indagare a fondo.
- Simeticone: Il simeticone è un integratore a base di silice che aiuta a eliminare l’aria nello stomaco. Il simeticone agisce come un anti-schiuma, facendo scoppiare le bolle di gas nell’intestino e aiutando a eliminare l’aria. Reperibile in farmacia senza prescrizione medica.
- Carbone vegetale: Il carbone vegetale è un integratore a base di carbone attivo che aiuta a eliminare l’aria nello stomaco. Il carbone vegetale assorbe i gas nell’intestino, causando una riduzione dell’aerofagia e dei dolori addominali. Attenzione perché il carbone vegetale può creare ulteriore costipazione
- Enzimi digestivi: Gli enzimi digestivi, come la bromelina, la papaina ed altri, possono aiutare a digerire i cibi e a ridurre l’aerofagia. Questi enzimi migliorano la digestione e aiutano a prevenire la formazione di gas nell’intestino.
- Zenzero: Lo zenzero è una spezia con proprietà anti-infiammatorie e carminative, che aiutano a eliminare l’aria nello stomaco. Lo zenzero può essere utilizzato come integratore in capsule o come spezia per cucinare.
- Anice: L’anice è una spezia con proprietà carminative e antispastiche, che aiutano a eliminare l’aria nello stomaco. L’anice può essere utilizzato come integratore in capsule o come spezia per cucinare.
- Curcuma: La curcuma è una spezia con proprietà anti-infiammatorie e digestive, che aiutano a eliminare l’aria nello stomaco. La curcuma può essere utilizzata come integratore in capsule o come spezia per cucinare.
- Finocchio: Il finocchio è una spezia con proprietà carminative e digestive, che aiutano a eliminare l’aria nello stomaco. Il finocchio può essere utilizzato come integratore in capsule o come spezia per cucinare.
- Pepe di Cayenna: Il pepe di Cayenna è una spezia con proprietà carminative e digestive, che aiutano a eliminare l’aria nello stomaco. Il pepe di Cayenna può essere utilizzato come integratore in capsule o come spezia per cucinare.
- Piante mio-rilassanti: camomilla, valeriana, malva, passiflora, la verbena possono migliorare la tensione addominale.
E i farmaci? Spesso vengono prescritti farmaci procinetici che velocizzano lo svuotamento gastrico, ma in Rialimenta cerchiamo di tamponare i sintomi e risolvere patologie con metodi naturali scientificamente riconosciuti.
Tisana digestiva e mio-rilassante:
Potrebbe essere una soluzione assumere un paio di ore dopo i pasti una tisana bollente con piante a potere digestivo e miorilassante. Una buona tisana da utilizzare è la seguente:
- Finocchio 15% (15grammi)
- Anice 15% (15 grammi)
- Zenzero 10% (10 grammi)
- Camomilla 20% (20 grammi)
- Malva 10% (10 grammi)
- Verbena 10% ( 10 grammi)
- Passiflora 10% ( 10 grammi)
- Valeriana 10% ( 10 grammi)
Da un erborista è possibile farsi preparare 100 grammi di tisana del mix di piante descritto fornendo tali indicazioni. Per la preparazione possono bastare 2-3 cucchiai di tutte le piante mescolate.
Conclusioni
Tale sindrome è spesso debilitante per la psiche, una moltitudine di sintomi che a volte sono debilitanti possono compromettere la qualità della vita di una persona. Spesso, troppo spesso, le persone vengono etichettate come ansiose e stressate e con somatizzazioni ansiose , ma altrettanto spesso le cause delle patologie sono ben altre. Sappiamo che lo stress è un fattore chiave da risolvere e sappiamo come migliorare con molte tecniche, ma un approccio a 360° su fisico e mente è sempre l’arma più vincente di qualunque trattamento singolo, spesso (lo ripetiamo) solo sintomatico e non risolutivo.
Di fondamentale importanza è trovate l’esatto motivo per il quale la patologia ( di qualunque tipo) è iniziata. Spesso si curano solo sintomi e non la patologia stessa. Per tanto è fondamentale che la persona apprenda da sé le giuste informazioni per ritornare in salute.

